Chiunque può cucinare…

FRITTATINA SUPERVELOCE

Pubblicatodi il Gen 15, 2021 in Frittate
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Non si può fare una frittata senza sbattere le uova… ma non sempre è vero…

Vi do’ un’ idea superveloce per una “frittatina” senza sbattere le uova.

  • uova ( 1 a persona)
  • Sale
  • Pepe nero
  • Olio extravergine di oliva

versare un po’ di olio extravergine di oliva, siate generosi, in una padella antiaderente e aspettare mezzo minuto giusto il tempo che si scaldi l’ olio, non deve friggere. Rompere le uova facendo attenzione a non rompere i tuorli, fate cadere a pioggia un po’ di sale e pepe nero e fare cuocere 10 secondi. Con una forchetta bucare i tuorli e attendere un 30 secondi. Girare la “frittata” e cuocere x altri 30 secondi.

Il risultato stupira’… Vi ritroverete a mangiare una “Frittata” non mescolata in cui sentire distintamentee il sapore dei tuorli e degli albumi e poi avra’ creato una crosticina deliziosa😋

fatemi sapere se vi è piaciuta😘

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Biscotti Nuvola di Cioccolato

Pubblicatodi il Dic 4, 2020 in Dolci
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  • 170 gr cioccolato fondente
  • 60 gr burro
  • 50 gr cacao amaro
  • 150 gr zucchero
  • 130 gr farina 0
  • 2 uova
  • zucchero a velo q.b.
  • 1 cucchiaino di lievito

iniziamo col mettere a sciogliere il ciocolato fondente e il burro a bagnomaria. Lasciamo poi freddare il coposto

In una ciotola versare il cacao con lo zucchero, sbatere usando uno sbattitore a velocita’ massima. Aggiungere il composto di cioccolato sciolto continuano a sbattere bene. Aggiungere poi le uova e la farina poco alla volta. In ultimo il lievito.

Coprire l’impasto con la pellicola e mettere in frigo per mezz’ora. Preriscaldare il forno in modalita’ statica a 180 gradi. Passata mezz’ora prendere l’impasto, mettere lo zucchero a velo in una ciotola e con l’aiuto di un cucchiaino fomare delle palline, passarle nello zucchero a velo e posizionarle nella placca da forno foderata di carta forno. I biscotti cuoceranno in 10 minuti.

Non posso descrivere il profumo e il sapore i queste nuvole…

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Arte&Cibo

Pubblicatodi il Lug 23, 2020 in Ricette verdure
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Mi piace giocare con il cibo perché credo sia meraviglioso e oggi voglio presentarvi alcune foto, che troverete anche sui social, per farvi vedere che non c’è limite all’Amore x il cibo.

E che dire della mascherina anticovid
Collana con fili di Cipollotti freschi
Una fresca collana di Piccadilly appena raccolti

Continuate a seguirmi…

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OMELETTE VAPOROSA

Pubblicatodi il Lug 23, 2020 in Frittate
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Le uova ovviamente sono la base di questo piatto ma voi sapete quante uova commestibili esistono? 

Incredibile! Anche se poi non lo è poi così tanto visto che di ovipari c’è ne sono tanti però siamo abituati a vedere sempre uova di gallina.

Le uova sono un alimento versatile che lega gli ingredienti così come l’Amore lega le persone. Questa ricetta è semplice ma di grande effetto per il palato e x gli occhi.

  • 2 uova
  • Crauti viola e bianchi
  • Aglio
  • Olio extravergine d’oliva
  • Vino rosso
  • Sale

Per prima cosa mettete a rosolare i crauti viola e bianchi tagliati alla julienne con olio e aglio.dopo 3/4 minuti aggiungete mezzo bicchiere di vino rosso buono (ricordatevi che la frase “ma tanto è x sfumare va bene qualsiasi vino”

FALSO!!

Cio’ che usate sarà ciò che troverete! Quindi usate cose buone. Prendete Ora le uova e montate a neve ben ferma gli albumi e i rossi sbatteteli a parte. Aggiungete i crauti ai rossi e mettete a cuocere in padella. Dopo 3 minuti aggiungete gli albumi, coprire col coperchio per 2 minuti e girate la frittata su se stessa come a formare una crepe.

Una delizia.

Servite con un buon vino rosso😉

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SPUNTINO NON CONVENZIONALE

Pubblicatodi il Giu 18, 2020 in Ricette verdure
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… Tutto partì dai popcorn…

Con la migrazione dei coloni nell’America del Nord, anche il pop corn si diffuse rapidamente in queste zone, diventando ben presto uno degli snack più popolari. Tra la fine del 19° secolo e l’inizio del 20° il pop corn era principalmente noto come alimento per la colazione; veniva infatti immerso nel latte e mangiato proprio come oggi usiamo mangiare i cereali. 
Nel periodo della Grande Depressione, a partire dal 1890, il pop corn costava 5 o 10 centesimi ed era uno dei pochi snack che le famiglie potevano permettersi. Inoltre, risale proprio a questo periodo l’invenzione della prima macchina commerciale per pop corn, brevettata a Chicago da Charles Cretors nel 1885. La macchina aveva un bruciatore a benzina ed era mobile, quindi poteva essere trasportata in giro. I venditori ambulanti seguivano le folle in giro, e vendevano pop corn presso fiere, parchi, esposizioni, circhi

I popcorn sono come dei piccoli pezzi di nuvola caduti, così bianchi, fragranti e morbidi allo stesso tempo, appetitosi… Chi non li ama! Io ho dei ricordi bellissimi di quando ero piccola, mio padre comprava il mais e piantavano insieme i chicchi, tanti chicchi. Avevamo un pezzetto di terra fuori dalla cucina ma tipo un rettangolo della lunghezza di 2 mt al massimo 2,5 mt. Quando crescevano le pannocchie erano così attaccate che non riuscivano a respirare ma mio padre era goloso e voleva vederne tante😂

Le cucinavamo sulla brace e coi chicchi facevamo i popcorn che erano molto più morbidi si scioglievano in bocca, un sapore mai più sentito…

  • 1 vasetto di yogurt greco
  • Qualche fettina di banana
  • Semi vari (si trovano ormai ovunque)
  • popcorn
  • Zucchero di canna integrale

Faccio spesso esperimenti azzardati e qualche volta riescono bene, come in questo caso, uno snack spezzafame davvero divertente e gustoso.

Prendiamo un bel bicchiere colorato versiamo lo yogurt greco e con una piccola frusta o con una forchetta montiamolo un pochino. Aggiungiamo qualche fettina di banana, a pioggia facciamo cadere una manciata generosa di semi vari e qualche granello di zucchero di canna integrale. Infine aggiungiamo i popcorn a piacere. Il contrasto di sapori insoliti e consistenze diverse vi stupiranno😉

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IL LIEVITO MADRE

Pubblicatodi il Giu 8, 2020 in Ricette verdure
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La storia del lievito ci riporta indietro nel tempo al 1680: utilizzando un microscopio, Leeuwenhoeck osservò i globuli del lievito di birra per la prima volta. Ma è stato solo nel 1857, grazie al lavoro dello scienziato francese Pasteur, che il processo di fermentazione è stato compreso. Pasteur era convinto che gli agenti responsabili della fermentazione fossero i lieviti. È riuscito a stabilire il ruolo chiave del lievito come microrganismo responsabile della fermentazione alcolica.

Ha svelato questi misteri dimostrando che le cellule del lievito possono vivere in presenza o in assenza di ossigeno. Pasteur aveva ben presto compreso che il lievito è indispensabile per ottenere gli aromi e i sapori del pane.

Nel corso della storia, il lievito per panificazione, Saccharomyces cerevisiae, si è imposto in tutto il mondo come il metodo migliore per far crescere gli impasti.

Il lievito madre è un numero di magia che anche se conosci, anche se sai il trucco non smetti mai di stupirti. Siete mai stati un po’ fermi a osservare lo spettacolo da vicino? Ogni volta pensi ” se non cresce? ” Ma poi non delude mai le aspettative.

  • 100 gr di farina 00
  • 50 ml di acqua
  • 1 cucchiaino di miele o zucchero

Ma ci credereste mai? Basta impastare con forza questi semplici ingredienti, prendere un barattolo di vetro ben lavato e capiente che abbia un coperchio (meglio se a chiusura ermetica) posare l’ impasto all’ interno del barattolo e poggiarlo su una superficie lontano da fonti di calore, a temperatura ambiente.

Dopo 48 ore fare il rinfresco e cioè togliere 100 gr di impasto aggiungere 100 gr di farina 00 e 50 ml di acqua, il resto dell’ impasto a malincuore andrà gettato via. Impastare sempre con forza, sciacquare il barattolo solo con acqua, asciugarlo bene e mettere di nuovo l’ impasto all’ interno. Lasciare sempre a temperatura ambiente.

Fare rinfreschi ogni 48 ore allo stesso modo finché l’ impasto non lieviterà il triplo in 5 ore. Solo allora l’ impasto che finora abbiamo sempre gettato potremo rinfrescarlo per poterlo utilizzare il giorno dopo come lievito. Per spiegare meglio avremo i 100 gr soliti che andremo a rinfrescare e, anziché tenerlo a temperatura ambiente, lo metteremo a lievitare in frigo in modo tale che non lieviterà velocemente, e questo ci permette di poterlo rinfrescare 2 volte a settimana anziché ogni 48 ore; e il resto dell’ impasto che anziché gettarlo come eravamo soliti fare rinfrescheremo allo stesso modo (la quantità dipende da quanto ci lievita e non sarà quasi mai uguale; se abbiamo 120 gr di impasto metteremo 120 gr di farina 00 e 60 ml di acqua che dovrà essere sempre la metà della quantità di farina)

Che meraviglia sembra una spugna morbida…

E’ stato un processo lungo e faticoso ma darà tanta soddisfazione…

CONSIGLI

Se una volta aver provato il lievito sentite che il pane o la pizza hanno un sapore acidulo, al prossimo rinfresco aggiungete una fettina di mela renderà tutto più dolce

Se durante il procedimento notate che il lievito cresce poco, aggiungete o un po’ di zucchero o un po’ di miele

Un piccolo incidente nel contenitore ma rende l’idea della maglia che si crea…

Insomma bisogna aggiustare il tiro man mano che prende vita, è un lavoro fatto di Amore, Pazienza e Rispetto ingredienti essenziali per ogni rapporto😉

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FAGOTTINI RIPIENI

Pubblicatodi il Giu 2, 2020 in Ricette Carne
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I jiaozi(饺子) furono inventati da Zhang Zhongjing (张仲景), uno dei più grandi medici cinesi vissuto durante gli ultimi anni della dinastia Han. Furono in origine chiamati “娇耳”(pinyin: jiao er = letteralmente “delicato, morbido” e “orecchio”) perché usati proprio per trattare il problema del congelamento alle orecchie. Nel suo paesino di origine, infatti, il medico si accorse che a causa delle rigide temperature raggiunte nei periodi invernali, molti soffrivano di geloni alle orecchie: così tanti da non poter dare loro assistenza presso la piccola “clinica” in cui era solito operare. Per aiutarli a curare il disturbo, ideò e costruì una tenda all’interno della quale pose un calderone di grandi dimensioni. Lo scopo era di offrire a chi ne avesse avuto bisogno della zuppa calda accompagnata da due ravioli al vapore per ciascuno.

Quindi, pensò a realizzare un impasto mescolando carne di montone, peperoncino ed erbe aromatiche, che poi, triturati insieme, andarono a comporre la prima versione del ripieno dei ravioli. Infine, usò della pasta per avvolgere il composto ottenuto all’interno di fagottini, a cui conferì una forma molto simile a quella di un orecchio umano.
Dopo averli bolliti, iniziò a distribuirli ai pazienti, e in pochi giorni fu in grado di trovare un rimedio efficace con cui debellare il problema. Per questa ragione, a partire da quel momento, la popolazione decise di festeggiare il ricordo di questo importante evento, con la creazione di ravioli fatti a forma di orecchio.

La forma è rivisitata come il contenuto perché alla fine sono versatili e si prestano ad ogni ripieno e forma. Quello che mi piace è che è come un pacchetto regalo che quando lo apri ti sorprende, ti scalda il cuore ed è un’esplosione di profumi e sapori; un viaggio attraverso ricordi di luoghi visitati, sapori assaporati e alla fine anche se sono ben ripieni ti senti comunque leggero e ne mangeresti altri 100.

  • 350 gr farina 00
  • 250gr acqua
  • Farina di semola rimacinata
  • Sale
  • Carne macinata gr (io ho usato tacchino e bovino) per il ripieno
  • Funghi champignon freschi
  • Cannella
  • Noce moscata
  • Aglio
  • Prezzemolo

Impastate tutto in un recipiente, spargete su un piano un po’ di farina di semola rimacinata x non far attaccare il composto e continuate a impastare finché non risulterà liscio

Forza Cri metticela tutta😉

Formate una palla e avvolgetela con la pellicola, posizionatela poi in frigo per una ventina di minuti.

Nel frattempo mettete sul fuoco una padella larga, versate un po’ di olio extravergine di oliva e l’aglio. Fate soffriggere e aggiungete il macinato. Fate rosolare molto bene aggiungete poi un cucchiaino raso di cannella, un pizzico di noce moscata e infine i funghi champignon; chiudete col coperchio e lasciate cuocere per 15 minuti. A fine cottura aggiungete qualche foglia di prezzemolo tritato.

Con un coppapasta fate dei fondi del diametro di 5 cm circa

Passati 20 minuti liberate quel povero impasto dalla pellicola, un po’ come quando vuoi dimagrire e fai fitness con cooki intorno al corpo… Dividert l’ impasto in 2 parti e stendete col mattarello una sfoglia alta più o meno 5mm e con un coppapasta formate dei cerchi.

prendete il condimento con un cucchiaino e poggiatelo nel centro di ogni cerchio di pasta. Prendete il cerchio posizionatela nel palmo della mano e chiudete a fagottino portando cioè ogni lembo di pasta nella parte superiore e chiudete poi tutto insieme come il fagottino della cicogna😍

Nel frattempo mettete sul fuoco una pentola alta con 2 dita di acqua e il cestello per la cottura a vapore, da un’ altra parte una bistecchiera. Posizionate più o meno 6 fagottini all’ interno del cestello chiudere col coperchio e cuoceteli x 2 minuti. Terminati i 2 minuti prendete i fagottini che già emaneranno profumo di buono e posizionateli sulla bistecchiera, farli cuocere x circa 3 minuti per parte. Immaginate il calore che fa attivare cannella, noce moscata, carne, funghi un insieme di profumi davvero invitanti.

Io ho fatto anche un’ altra forma a mo’ di pacchetto non limitare la fantasia

Ed ora non vi resta che degustarli o in bianco o con un sugo semplice…

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TARALLI PUGLIESI

Pubblicatodi il Mag 29, 2020 in Cibi secchi
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La leggenda risale al 1400 e vuole che una madre, non avendo più nulla con cui sfamare i propri figli, provò ad impastare quello che aveva conservato nell’ armadio dispensa della cucina ossia, farina, olio extravergine di oliva, sale e vino bianco. Ottenne, dalla lavorazione manuale un impasto quasi gommoso, che arrotolato tra le mani e il piano del tavolo e chiuso tra le estremità, si presentava come un anello. Dopo la lievitazione naturale veniva cotto nel forno a legna.

Taralli con semi vari

I Tarallucci mi riportano alla sagra del fungo porcino di Lariano dove, alle bancarelle dei prodotti artigianali, c’è n’è una dei prodotti locali pugliesi con una quantità spropositata di Tarallucci con tutti i condimenti possibili.

  • 550 gr di farina o
  • 200 gr di vino bianco non frizzante
  • 125 gr olio extravergine di oliva
  • 15 grammi di sale

In un contenitore capiente mettete farina, sale e iniziate a mescolare bene, aggiungete poi vino e olio. Amalgamate bene tutto e impastate con forza fino ad ottenere un composto liscio. Avvolgete il composto nella pellicola e lasciate x 30′ in frigorifero.

Mentre aspettiamo che passi mezz’ora alcune curiosita’…

Trascorsa mezz’ora prendete dei piccoli pezzi di impasto fate dei bastoncini e collegateli a mo’ di anello chiudendo l’estremità superiore (un po’ come fare le ciambelline). Continuate x tutto l’impasto. Sentirete un profumo di vino mischiato all’olio inebriante.

Mettete a bollire in una pentola l’ acqua, versate più o meno 10 taralli e aspettate che salgano rimanendo a galla (come per gli gnocchi), a questo punto preparate un canovaccio poggiato su un ripiano e poggiate sopra i taralli, giratele dopo un paio di minuti e metteteli in una teglia foderata di carta forno.

Il forno deve essere già caldo a 190 gradi ventilato, cuoceteli finché non diventano dorati, a questo punto alzate il forno a 200 gradi e terminate la cottura per altri 2/3 minuti. Fateli freddare bene prima di mangiarli non tanto perché sono bollenti ma perché non si apprezzerebbe la consistenza. Devono risultare croccanti fuori ma non friabili, si crea come una specie di coccia esterna e dentro sono consistenti. I veri taralli pugliesi sono così!

Io ne ho fatti un po' anche coi semi vari e sono strepitosi, sbizzarritevi a creare🤗
Immagini antiche tarantella pugliese
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MELANZANE DOPPIA PANATURA

Pubblicatodi il Mag 26, 2020 in Ricette verdure
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Questa ricetta risale a più o meno 15 anni fa durante il mio soggiorno umbro. Abitavo in campagna e i proprietari di casa ci davano accesso al loro orto stupendo. Avevano piantato diverse varietà di melanzane, io credevo ne esistesse solo una, e un bel giorno raccolgo una melanzana e mi chiedo ” ma se invece di tagliarla a striscioline per farla fritta la facessi grande cm una fettina di carne?”

” e se facessi una doppia panatura per renderla più consistente? E se… Vabbè troppi “e se” passiamo all’opera

  • 2 melanzane grandi scure
  • 2 uova
  • Farina di mais
  • Farina 0
  • Sale
  • Pomodori
  • Mozzarella
  • Basilico
  • Olio extravergine di oliva

Lavare bene le melanzane, asciugarle e tagliarle a fettine spesse circa 1 cm anche 1,5 cm per la lunghezza della melanzana. preparare 3 ciotole 1 con la farina 0, 1 con farina di mais e 1 con l’ uovo sbattuto.

Mettere mezzo un po ‘di olio extra vergine di oliva (1 cm più o meno) in una padella antiaderente e far scaldare bene (non è la classica tecnica x friggere). Passare ogni fetta di melanzana prima nella farina poi x 2 volte prima nell’uovo sbattuto e poi nella farina di mais. Mettere in padella e farle dorare x bene

La doppia panatura conferisce morbidezza e cottura perfetta all’interno e ultracroccantezza all’esterno…

A fine cottura passare le fettine di melanzane su carta assorbente, spolverare sopra il sale e disporle in un bel piatto circondate da una bella caprese (fettine di pomodoro con sopra fette di mozzarella, olio extravergine di oliva, sale e basilico) immagino saprete cosa sia una caprese ma nella vita meglio essere prudenti😉


E a proposito di varietà di melanzane riempitevi gli occhi di meraviglia…

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