Giugno 2020

SPUNTINO NON CONVENZIONALE

Pubblicatodi il Giu 18, 2020 in Ricette verdure
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… Tutto partì dai popcorn…

Con la migrazione dei coloni nell’America del Nord, anche il pop corn si diffuse rapidamente in queste zone, diventando ben presto uno degli snack più popolari. Tra la fine del 19° secolo e l’inizio del 20° il pop corn era principalmente noto come alimento per la colazione; veniva infatti immerso nel latte e mangiato proprio come oggi usiamo mangiare i cereali. 
Nel periodo della Grande Depressione, a partire dal 1890, il pop corn costava 5 o 10 centesimi ed era uno dei pochi snack che le famiglie potevano permettersi. Inoltre, risale proprio a questo periodo l’invenzione della prima macchina commerciale per pop corn, brevettata a Chicago da Charles Cretors nel 1885. La macchina aveva un bruciatore a benzina ed era mobile, quindi poteva essere trasportata in giro. I venditori ambulanti seguivano le folle in giro, e vendevano pop corn presso fiere, parchi, esposizioni, circhi

I popcorn sono come dei piccoli pezzi di nuvola caduti, così bianchi, fragranti e morbidi allo stesso tempo, appetitosi… Chi non li ama! Io ho dei ricordi bellissimi di quando ero piccola, mio padre comprava il mais e piantavano insieme i chicchi, tanti chicchi. Avevamo un pezzetto di terra fuori dalla cucina ma tipo un rettangolo della lunghezza di 2 mt al massimo 2,5 mt. Quando crescevano le pannocchie erano così attaccate che non riuscivano a respirare ma mio padre era goloso e voleva vederne tante😂

Le cucinavamo sulla brace e coi chicchi facevamo i popcorn che erano molto più morbidi si scioglievano in bocca, un sapore mai più sentito…

  • 1 vasetto di yogurt greco
  • Qualche fettina di banana
  • Semi vari (si trovano ormai ovunque)
  • popcorn
  • Zucchero di canna integrale

Faccio spesso esperimenti azzardati e qualche volta riescono bene, come in questo caso, uno snack spezzafame davvero divertente e gustoso.

Prendiamo un bel bicchiere colorato versiamo lo yogurt greco e con una piccola frusta o con una forchetta montiamolo un pochino. Aggiungiamo qualche fettina di banana, a pioggia facciamo cadere una manciata generosa di semi vari e qualche granello di zucchero di canna integrale. Infine aggiungiamo i popcorn a piacere. Il contrasto di sapori insoliti e consistenze diverse vi stupiranno😉

IL LIEVITO MADRE

Pubblicatodi il Giu 8, 2020 in Ricette verdure
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La storia del lievito ci riporta indietro nel tempo al 1680: utilizzando un microscopio, Leeuwenhoeck osservò i globuli del lievito di birra per la prima volta. Ma è stato solo nel 1857, grazie al lavoro dello scienziato francese Pasteur, che il processo di fermentazione è stato compreso. Pasteur era convinto che gli agenti responsabili della fermentazione fossero i lieviti. È riuscito a stabilire il ruolo chiave del lievito come microrganismo responsabile della fermentazione alcolica.

Ha svelato questi misteri dimostrando che le cellule del lievito possono vivere in presenza o in assenza di ossigeno. Pasteur aveva ben presto compreso che il lievito è indispensabile per ottenere gli aromi e i sapori del pane.

Nel corso della storia, il lievito per panificazione, Saccharomyces cerevisiae, si è imposto in tutto il mondo come il metodo migliore per far crescere gli impasti.

Il lievito madre è un numero di magia che anche se conosci, anche se sai il trucco non smetti mai di stupirti. Siete mai stati un po’ fermi a osservare lo spettacolo da vicino? Ogni volta pensi ” se non cresce? ” Ma poi non delude mai le aspettative.

  • 100 gr di farina 00
  • 50 ml di acqua
  • 1 cucchiaino di miele o zucchero

Ma ci credereste mai? Basta impastare con forza questi semplici ingredienti, prendere un barattolo di vetro ben lavato e capiente che abbia un coperchio (meglio se a chiusura ermetica) posare l’ impasto all’ interno del barattolo e poggiarlo su una superficie lontano da fonti di calore, a temperatura ambiente.

Dopo 48 ore fare il rinfresco e cioè togliere 100 gr di impasto aggiungere 100 gr di farina 00 e 50 ml di acqua, il resto dell’ impasto a malincuore andrà gettato via. Impastare sempre con forza, sciacquare il barattolo solo con acqua, asciugarlo bene e mettere di nuovo l’ impasto all’ interno. Lasciare sempre a temperatura ambiente.

Fare rinfreschi ogni 48 ore allo stesso modo finché l’ impasto non lieviterà il triplo in 5 ore. Solo allora l’ impasto che finora abbiamo sempre gettato potremo rinfrescarlo per poterlo utilizzare il giorno dopo come lievito. Per spiegare meglio avremo i 100 gr soliti che andremo a rinfrescare e, anziché tenerlo a temperatura ambiente, lo metteremo a lievitare in frigo in modo tale che non lieviterà velocemente, e questo ci permette di poterlo rinfrescare 2 volte a settimana anziché ogni 48 ore; e il resto dell’ impasto che anziché gettarlo come eravamo soliti fare rinfrescheremo allo stesso modo (la quantità dipende da quanto ci lievita e non sarà quasi mai uguale; se abbiamo 120 gr di impasto metteremo 120 gr di farina 00 e 60 ml di acqua che dovrà essere sempre la metà della quantità di farina)

Che meraviglia sembra una spugna morbida…

E’ stato un processo lungo e faticoso ma darà tanta soddisfazione…

CONSIGLI

Se una volta aver provato il lievito sentite che il pane o la pizza hanno un sapore acidulo, al prossimo rinfresco aggiungete una fettina di mela renderà tutto più dolce

Se durante il procedimento notate che il lievito cresce poco, aggiungete o un po’ di zucchero o un po’ di miele

Un piccolo incidente nel contenitore ma rende l’idea della maglia che si crea…

Insomma bisogna aggiustare il tiro man mano che prende vita, è un lavoro fatto di Amore, Pazienza e Rispetto ingredienti essenziali per ogni rapporto😉

FAGOTTINI RIPIENI

Pubblicatodi il Giu 2, 2020 in Ricette Carne
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I jiaozi(饺子) furono inventati da Zhang Zhongjing (张仲景), uno dei più grandi medici cinesi vissuto durante gli ultimi anni della dinastia Han. Furono in origine chiamati “娇耳”(pinyin: jiao er = letteralmente “delicato, morbido” e “orecchio”) perché usati proprio per trattare il problema del congelamento alle orecchie. Nel suo paesino di origine, infatti, il medico si accorse che a causa delle rigide temperature raggiunte nei periodi invernali, molti soffrivano di geloni alle orecchie: così tanti da non poter dare loro assistenza presso la piccola “clinica” in cui era solito operare. Per aiutarli a curare il disturbo, ideò e costruì una tenda all’interno della quale pose un calderone di grandi dimensioni. Lo scopo era di offrire a chi ne avesse avuto bisogno della zuppa calda accompagnata da due ravioli al vapore per ciascuno.

Quindi, pensò a realizzare un impasto mescolando carne di montone, peperoncino ed erbe aromatiche, che poi, triturati insieme, andarono a comporre la prima versione del ripieno dei ravioli. Infine, usò della pasta per avvolgere il composto ottenuto all’interno di fagottini, a cui conferì una forma molto simile a quella di un orecchio umano.
Dopo averli bolliti, iniziò a distribuirli ai pazienti, e in pochi giorni fu in grado di trovare un rimedio efficace con cui debellare il problema. Per questa ragione, a partire da quel momento, la popolazione decise di festeggiare il ricordo di questo importante evento, con la creazione di ravioli fatti a forma di orecchio.

La forma è rivisitata come il contenuto perché alla fine sono versatili e si prestano ad ogni ripieno e forma. Quello che mi piace è che è come un pacchetto regalo che quando lo apri ti sorprende, ti scalda il cuore ed è un’esplosione di profumi e sapori; un viaggio attraverso ricordi di luoghi visitati, sapori assaporati e alla fine anche se sono ben ripieni ti senti comunque leggero e ne mangeresti altri 100.

  • 350 gr farina 00
  • 250gr acqua
  • Farina di semola rimacinata
  • Sale
  • Carne macinata gr (io ho usato tacchino e bovino) per il ripieno
  • Funghi champignon freschi
  • Cannella
  • Noce moscata
  • Aglio
  • Prezzemolo

Impastate tutto in un recipiente, spargete su un piano un po’ di farina di semola rimacinata x non far attaccare il composto e continuate a impastare finché non risulterà liscio

Forza Cri metticela tutta😉

Formate una palla e avvolgetela con la pellicola, posizionatela poi in frigo per una ventina di minuti.

Nel frattempo mettete sul fuoco una padella larga, versate un po’ di olio extravergine di oliva e l’aglio. Fate soffriggere e aggiungete il macinato. Fate rosolare molto bene aggiungete poi un cucchiaino raso di cannella, un pizzico di noce moscata e infine i funghi champignon; chiudete col coperchio e lasciate cuocere per 15 minuti. A fine cottura aggiungete qualche foglia di prezzemolo tritato.

Con un coppapasta fate dei fondi del diametro di 5 cm circa

Passati 20 minuti liberate quel povero impasto dalla pellicola, un po’ come quando vuoi dimagrire e fai fitness con cooki intorno al corpo… Dividert l’ impasto in 2 parti e stendete col mattarello una sfoglia alta più o meno 5mm e con un coppapasta formate dei cerchi.

prendete il condimento con un cucchiaino e poggiatelo nel centro di ogni cerchio di pasta. Prendete il cerchio posizionatela nel palmo della mano e chiudete a fagottino portando cioè ogni lembo di pasta nella parte superiore e chiudete poi tutto insieme come il fagottino della cicogna😍

Nel frattempo mettete sul fuoco una pentola alta con 2 dita di acqua e il cestello per la cottura a vapore, da un’ altra parte una bistecchiera. Posizionate più o meno 6 fagottini all’ interno del cestello chiudere col coperchio e cuoceteli x 2 minuti. Terminati i 2 minuti prendete i fagottini che già emaneranno profumo di buono e posizionateli sulla bistecchiera, farli cuocere x circa 3 minuti per parte. Immaginate il calore che fa attivare cannella, noce moscata, carne, funghi un insieme di profumi davvero invitanti.

Io ho fatto anche un’ altra forma a mo’ di pacchetto non limitare la fantasia

Ed ora non vi resta che degustarli o in bianco o con un sugo semplice…